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Cartoline da Lindau, lectio magistralis e torte della nonna

Dedicata alla chimica la 63esima edizione del Lindau Nobel Laureate Meeting, che si tiene fino al 5 luglio nella cittadina tedesca sul lago di Costanza. Seicento giovani ricercatori arrivano qui da tutto il mondo per condividere idee, progetti, entusiasmo e soprattutto per incontrare 35 premi Nobel

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Una concentrazione di premi Nobel che nemmeno a Stoccolma. E una densità di scienziati che non si vede da nessun’altra parte al mondo, e senza nessun laboratorio nei paraggi. È Lindau in questi giorni: Baviera del Sud, lago di Costanza, da 63 anni sede del Lindau Nobel Laureate Meeting, un incontro di inizio estate in cui i più grandi scienziati della Terra vengono invitati a incontrare i loro giovani colleghi di tutto il mondo.

Quest’anno il tema principale è la chimica: i Nobel sono 35, gli young researcher 600 e vengono da 80 paesi. E tutti, come ha giustamente immaginato il premio Nobel Aaron Ciechanover, tutti conoscono Angelina Jolie.

Aaron Ciechanover
La lectio di Ciechanover è stata infatti dedicata al futuro della medicina. Se tra il 1930 e il 1960, ha spiegato il premio Nobel, abbiamo avuto (pochi) farmaci, tutti frutto di scoperte casuali, dal 1970 al 2000 abbiamo assistito alla nascita di Big Pharma: la moltiplicazione delle molecole e la scoperta di target migliori. Adesso però siamo in una fase ancora più complessa, che si è aperta con la lettura del DNA. Ed è quella “della medicina della quattro P: personalizzata, predittiva, preventiva e partecipativa”. Quella in cui, come è successo all’attrice americana, possiamo sapere in anticipo se abbiamo una certa mutazione genetica che ci predispone ad alcune malattie molto gravi, con quello che ne segue di delicato per le decisioni mediche ed etiche che saremo chiamati a prendere.

 

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