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Considerazioni di Monica e Roberto, nostri refenti in Marocco, sulla situazione del paese

Marocco - Planet Viaggiatori Responsabili

Marrakech, 20 maggio 2011

Dal sito viaggiaresicuri.it del Ministero degli Esteri Italiano:

Diffuso il 28.04.2011. Tuttora valido.

“Un’esplosione è avvenuta nella giornata del 28 aprile in un caffè della principale piazza Jema el Fna di Marrakech, provocando alcune vittime e feriti tra gli avventori (inclusi alcuni stranieri). Al momento è da evitare la zona interessata dall’evento, la cui natura ancora non è stata accertata.

Recenti manifestazioni si sono svolte in alcune città del Marocco in un clima pacifico, senza particolari problemi di ordine pubblico, salvo alcuni episodi di vandalismo. Poiché non è possibile escludere l’eventualità di ulteriori manifestazioni in futuro, è consigliabile adottare misure di particolare cautela, tenendosi informati sulla situazione attraverso i mass media locali ed internazionali, evitando luoghi di assembramento.

La situazione di sicurezza nel Paese è in generale buona su tutto il territorio nazionale, tuttavia il Marocco condivide con il resto degli altri Paesi della regione e dell’Europa il rischio di poter essere esposta al terrorismo internazionale. Alcune elementari forme di prudenza vanno comunque rafforzate nelle grandi città come ad esempio Casablanca, ove non sono infrequenti atti di microcriminalità.

Va osservata prudenza nella regione del Sahara Occidentale, sia perche’ il territorio é oggetto di un negoziato fra il Governo del Marocco ed il Fronte Polisario, sia perche’, di recente, si sono verificati disordini nel capoluogo di Laayoune. Nelle zone di frontiera fra il Sahara Occidentale, la Mauritania e l’Algeria sono presenti campi minati.

Altra zona di cautela e’ quella delle regioni settentrionali, in particolare nella catena montuosa del Rif, ove e’ estesa la coltivazione dell’hashish e dove piccoli spacciatori locali a volte avvicinano i turisti per indurli ad acquistare droga.

Va poi aggiunto che – se il territorio marocchino e’ nel complesso sicuro – i Paesi vicini, in particolare la Mauritania e il Mali, hanno visto negli ultimi anni una intensificazione delle attivita’ dell’associazione terroristica « Al Qaeda nel Maghreb » (Aqim). E’ pertanto del tutto sconsigliato intraprendere viaggi via terra che dal Marocco portino verso la Mauritania e il Mali.”

NOSTRE CONSIDERAZIONI

I movimenti di protesta, che dal mese di gennaio del 2011 hanno interessato diversi paesi islamici (Tunisia, Egitto, Libia, Giordania, Yemen, Siria, Bahrein…), sono stati vissuti con forte interesse (e ammirazione, soprattutto per i Tunisini) da parte dei giovani marocchini e in generale da un po’ tutto il popolo. Le richieste di democrazia, libertà e diritti individuali, giustizia sociale, sviluppo economico sono, infatti, sentite in Marocco come in tutti questi altri paesi.

Le manifestazioni del 20 febbraio 2011 e successive, promosse tramite internet dai giovani in tutte le principali città del paese (Movimento 20 febbraio, diffuso su Facebook), riguardavano quindi proprio questi temi, e la generale richiesta di riforme. Nell’ultima manifestazione, svoltasi l’8 maggio a Marrakech (anche come risposta all’attentato di fine aprile), gli slogan scanditi dai manifestanti erano “No al terrorismo!”, “Un re che regna ma non governa”, “Per una nuova Costituzione”.

A differenza degli altri paesi, però, in Marocco la risposta del potere centrale nelle settimane successive è stata di apertura, dapprima parziale, poi quasi inaspettata; il re Mohamed VI il 9 marzo ha pronunciato un discorso, definito dai media marocchini come “epocale”, promettendo:

– una nuova costituzione disegnata secondo il modello delle monarchie costituzionali europee (divisione dei poteri esecutivo, legislativo e giudiziario), conservando per il monarca il ruolo di simbolo dell’unità del paese, capo delle forze armate e capo religioso di tutti i credenti

– un referendum per l’introduzione di questa nuova costituzione, previsto per il giugno 2011

– l’accelerazione del processo di “regionalizzazione” (aumento dei poteri e delle autonomie locali.. in pratica una spinta verso un sistema federale)

– la parificazione tra lingua araba e lingua berbera (riconoscimento dell’amazighità, quale valore fondante della cultura marocchina; si ricorda che più della metà della popolazione è appunto berbera).

Questo vento di cambiamento si riscontra facilmente parlando soprattutto con le nuove generazioni più acculturate.

In questo clima pacifico ma fervido di speranze, l’attentato del 28 Aprile 2011 a Marrakech si presta a diverse riflessioni.

Innanzitutto ha colpito, causando 17 morti fra marocchini ed europei, il Ristorante Argana in Piazza Jemaa el Fna, Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità secondo l’UNESCO, simbolo gioioso della città più turistica del Marocco; ma è stato realizzato alle ore 11.50, un orario in cui sia la piazza che il ristorante sono semi vuoti: se fosse stato fatto al tramonto o di sera, il bilancio dei morti sarebbe stato ben più pesante!

Una delle interpretazioni più diffuse fra la gente è che sia da ricollegare a una matrice interna: forse di estremismo islamico (che nel Maghreb ha perso visibilità politica proprio a causa dei movimenti di protesta giovanili degli ultimi mesi) o forse di opposizione al cambiamento da parte di qualcuno che nell’establishment vuole difendere i propri privilegi e le proprie rendite di potere.. O forse le due cose insieme!

Il 6 maggio sono stati arrestati tre marocchini con l’accusa di essere gli esecutori materiali dell’attentato: Adel Outmani, un giovane di Safi, che ha raccontato alla polizia la dinamica dell’azione nei minimi dettagli, e due complici. Adel ha dichiarato di essere anti-occidentale ed in particolare anti-francese (nonostante suo padre sia emigrato in Francia e grazie a questo egli stesso abbia potuto aprire un’attività commerciale a Safi), e simpatizzante per Al Qaeda, ma subito dopo il suo arresto Al Qaeda stessa ha dichiarato la propria estraneità ai fatti.

In ogni caso, dopo lo shock iniziale, la città ha ripreso in fretta la propria vita quotidiana, e la piazza, il souk e la medina fin dal giorno successivo sono sempre piene del solito via vai di marakchi (gli abitanti del luogo), turisti marocchini (specie nel fine settimana) e turisti europei, ma anche di altri continenti.

L’associazione Maroc Culture ha chiesto a numerosi artisti nazionali ed internazionali, attualmente coinvolti nel Festival Mawazine Ritmi del Mondo di Rabat, di esibirsi domenica 29 maggio in un concerto straordinario in omaggio alle vittime dell’attentato al Caffè Argana, per la pace e per la tolleranza, contro il terrorismo e il fanatismo estremo.

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