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Dubna – Russia : Bruno Pontecorvo, un fisico al tempo della guerra fredda.

BRUNO PONTECORVO

 UN FISICO AL TEMPO DELLA GUERRA FREDDA

tesina di Francesca Carta

 

 

 

 

1.Introduzione                                                                            

1.1 I “ragazzi” di via Panisperna

1.2 Bruno Pontecorvo e i neutrini

 2.“Il lungo freddo”                                                                       5    

2.1 La formazione e la scuola di via Panisperna

2.2 L’esperienza parigina

2.3 Il periodo americano

2.4 Una vita deviata

2.5 Il lungo freddo

2.6 Epilogo

 3. La guerra fredda. Riflessione sulle cause                                                                            

 4. Bruno Pontecorvo e lo studio sui neutrini                                                         

4.1. Breve introduzione sulle particelle elementari

4.2  Il neutrino

4.3  La scoperta dei neutrini

4.4  Fonti dei neutrini

4.5  Applicazioni dei neutrini in astrofisica

4.6  Rilevamento dei neutrini

4.7  Laboratori nazionali del Gran Sasso

 5. Sitografia e bibliografia                                                                                                      

 1. INTRODUZIONE

 1.1            I “RAGAZZI” DI VIA PANISPERNA

L’istituto di fisica di via Panisperna ha rappresentato uno dei momenti più importanti della fisica italiana. I “ragazzi”, che ne fecero parte, studiarono e compresero le proprietà dei neutroni lenti, dando così l’avvio agli studi sulla fissione nucleare, che portarono alla bomba atomica.

Il gruppo comprendeva giovani studenti della facoltà di fisica di Roma: Edoardo Amaldi, Franco Rasetti, Emilio Segrè, il chimico Oscar D’Agostino, Bruno Pontecorvo e  Ettore Majorana.

Il coordinatore del gruppo era il geniale Enrico Fermi, che già a venticinque anni era stato nominato professore di fisica teorica e Accademico d’Italia.

L’istituto nacque alla fine degli anni venti del Novecento, quando il regime fascista aveva già preso il potere. Al tempo però non erano ancora iniziate le discriminazioni antisemite e il regime garantì a questi giovani scienziati, di cui molti di origine ebraica, le migliori condizioni di lavoro per lo sviluppo della ricerca italiana.

 Ma nell’autunno del 1938 iniziò la diaspora. Il regime si fece sempre più dittatoriale, l’Europa era sull’orlo della guerra e in Italia vennero promulgate le leggi razziali. I ragazzi di via Panisperna si videro così obbligati ad emigrare all’estero, presero strade diverse e andarono ad arricchire la ricerca scientifica di altri paesi.

 

Le vite di molti di questi scienziati, che amarono appassionatamente solo il loro lavoro, la scienza , ma che si trovarono catapultati dagli eventi nella “guerra fredda” e in anni dove uno scienziato rappresentava l’arma più potente di un paese, sono emblematiche: il progetto Manhattan, la scomparsa di Majorana, la fuga di Pontecorvo…

Tutto questo accadeva negli anni che dalla secondo guerra mondiale vanno al tempo della guerra fredda.

 

1.2 BRUNO PONTECORVO E I NEUTRINI

 

In questo contesto si sviluppa il mio interesse per la vicenda professionale e umana di Bruno Pontecorvo, la cui scelta apparve inizialmente come una scomparsa e per tanto assimilabile a quella di Ettore Majorana, le cui storie sono state raccontate da due autori italiani: Leonardo Sciascia scrive nel 1975 “La scomparsa di Majorana” e Miriam Mafai nel 1992 “Il lungo freddo”.

 

La “scomparsa” in realtà è una scelta anticonvenzionale e fortemente ideologica, che per lo scienziato significò una scelta di vita: l’adesione al progetto politico che si stava realizzando in Unione Sovietica. Inizialmente si pensò a Bruno Pontecorvo come a una spia sovietica, che avrebbe  svelato il segreto della bomba al’Urss, ma l’ipotesi si dimostrò errata, in quanto il fisico italiano non si occupò mai della creazione della bomba, né negli Stati Uniti, né in Russia. Le sue ricerche furono invece rivolte allo studio di alcune particelle elementari, come il neutrino, che non avevano nessuna valenza bellica.  Pontecorvo ha portato un grandissimo contributo alla fisica dei neutrino e alle ricerche sul particolare fenomeno della loro oscillazione.

 

Al tempo non si poteva sapere se le ricerche sul neutrino fossero di qualche utilità pratica. Ma oggi è la nuova frontiera delle conoscenze in fisica delle particelle e in fisica astro particellare. I neutrini possono fornirci importantissime informazioni di tipo astrofisico sui processi che si svolgono all’interno del Sole e nei deboli e ancora mal distinguibili segnali di fenomeni astrofisici lontani, come i collassi stellari. Come l’astronomia classica usa la luce in quanto veicolo di informazione, avremo forse un giorno una “astronomia di neutrini”, con i telescopi sostituiti da grandi rivelatori di neutrini cosmici. I neutrini possono inoltre darci informazioni sulla composizione della materia oscura, la grande massa “fantasma” dell’universo.

Continua……..

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